Conto corrente aziendale zero spese: cosa significa davvero
Un conto corrente aziendale zero spese può esistere, ma il termine va letto con precisione. In molti casi indica semplicemente assenza di canone mensile; non implica che carta fisica, prelievi, bonifici oltre soglia, pagamenti internazionali, POS o utenti aggiuntivi siano sempre gratuiti.
Per un professionista con poche operazioni un piano a 0 € può essere sufficiente. Per una SRL con più carte, deleghe e pagamenti ricorrenti, invece, un conto con canone può risultare meno costoso nel totale perché include più operazioni.
Se devi ancora scegliere la struttura generale del conto, consulta anche la guida su come aprire un conto business online.
“Zero spese” per un’azienda: quali costi possono restare
Un conto business può avere canone zero e comunque generare costi. Le voci più comuni sono emissione o spedizione della carta fisica, prelievi, bonifici extra, cambio valuta, pagamenti internazionali, POS, carte per collaboratori, utenti aggiuntivi e servizi contabili.
Per questo conviene separare tre concetti: apertura gratuita, canone mensile zero e costo operativo zero. Sono tre cose diverse. Una promozione di apertura non dice nulla sul prezzo dopo il primo mese; un canone zero non rende automaticamente gratuite tutte le operazioni.
Leggi sempre il listino aggiornato e verifica se le soglie gratuite sono espresse come numero di operazioni o come importo massimo mensile.
Chi può usare un conto aziendale a zero canone
L’idoneità dipende dalla forma giuridica. Alcuni piani gratuiti sono rivolti a freelance, professionisti e ditte individuali; altri accettano società, ma riservano il canone zero a profili con operatività molto semplice.
Una SRL o SRLS deve verificare espressamente che il provider accetti società di capitali, che consenta più utenti e che gestisca titolare effettivo, amministratori, deleghe e carte aziendali. Per le società, la verifica antiriciclaggio può richiedere informazioni sulla struttura proprietaria e sulle persone che esercitano il controllo.
Se hai una società semplificata, trovi un approfondimento dedicato nel nostro articolo sul conto corrente online per SRLS.
Se lavori da solo come freelance o libero professionista, vedi anche il confronto dedicato ai conti professionisti zero spese. Conto corrente professionisti zero spese
Confronto 2026: conti business a 0 € e alternative economiche
La tabella seguente è una fotografia orientativa verificata il 24 settembre 2026. Prezzi e requisiti possono cambiare: prima di aprire controlla sempre le condizioni ufficiali e l’idoneità della tua forma giuridica.
| Soluzione | Canone / costo base | Profilo da verificare |
|---|---|---|
| SumUp Conto Aziendale | Nessun costo mensile dichiarato; Mastercard inclusa | Attività compatibili con il servizio; verificare condizioni operative |
| Finom Solo | 0 €/mese | Freelance / chi lavora in proprio; 1 utente e limiti più contenuti |
| N26 Business Standard | Zero canone | Freelance e autonomi idonei; non è un conto per tutte le società |
| Qonto Basic | Da 9 €/mese + IVA con fatturazione annuale | Professionisti e imprese che vogliono strumenti amministrativi |
| Revolut Business Basic | 10 €/mese | Aziende costituite e attive; piano con soglie incluse |
Il confronto mostra un punto chiave: le soluzioni realmente a canone zero sono spesso più adatte a attività individuali o a operatività essenziale. Quando servono più utenti, carte e controlli, entrano in gioco piani a pagamento.
SumUp Conto Aziendale: nessun costo mensile, ma controlla l’uso reale
SumUp pubblicizza in Italia un Conto Aziendale senza costi mensili, con Mastercard aziendale e IBAN italiano. Nelle pagine dedicate alle attività professionali indica anche bonifici bancari istantanei e gestione delle spese.
È una soluzione da valutare soprattutto se utilizzi già l’ecosistema SumUp per incassi e POS. Tuttavia il conto non va confrontato solo sul canone: se accetti pagamenti con carta, le commissioni del servizio di acquiring restano separate dal costo del conto.
Finom Solo: piano a 0 € per chi lavora in proprio
Finom indica il piano Solo a 0 € al mese, pensato per chi lavora in proprio e cerca funzioni essenziali. Il listino mostra un utente, una carta virtuale e soglie più contenute rispetto ai piani Basic e Smart.
Questo è un buon esempio di perché “conto aziendale gratuito” non significa “tutto illimitato”: il piano può essere adatto a un professionista con poche esigenze, ma non a un team che necessita di carte fisiche incluse, più utenti o limiti elevati.
N26 Business Standard: zero canone per freelance e autonomi idonei
N26 presenta Business Standard come conto business a zero spese di canone. La proposta è orientata a freelance e lavoratori autonomi che gestiscono l’attività individualmente.
Il punto da non trascurare è l’idoneità: un prodotto Business per professionisti non è automaticamente adatto a una SRL, SNC o altra società. Prima di iniziare l’apertura controlla forma giuridica accettata, intestazione, uso professionale previsto e condizioni della carta.
Qonto e Revolut Business: quando pagare un canone può avere senso
Non tutte le alternative business cercano di competere sul canone zero. Qonto pubblica un piano Basic da 9 € al mese + IVA con fatturazione annuale, mentre Revolut Business indica il piano Basic a 10 € al mese.
Per un team il prezzo mensile può essere giustificato da funzioni che riducono il lavoro amministrativo: più bonifici inclusi, carte, utenti, ruoli, fatturazione, integrazioni, gestione spese e cambio valuta. Il confronto corretto è quindi tra costo totale e funzioni effettivamente usate.
Fonte Qonto: piani e tariffe · Fonte Revolut Business: piani.
Calcolare il costo reale annuo del conto aziendale
Per confrontare i conti prepara una stima annuale. Parti dal canone e aggiungi tutto ciò che la tua attività paga davvero. È il modo più semplice per evitare che un piano “gratis” diventi più costoso di uno a pagamento.
| Voce | Cosa stimare | Perché conta |
|---|---|---|
| Canone | 0 € o costo mensile × 12 | È solo la base |
| Bonifici | Numero mensile oltre la soglia inclusa | Incide molto su aziende con fornitori |
| Carte | Fisiche, virtuali, spedizioni e sostituzioni | Il team moltiplica i costi |
| Valute | FX e pagamenti internazionali | Può superare il canone |
| POS / incassi | Commissioni per transazione | È separato dal conto |
| Utenti | Accessi e ruoli aggiuntivi | Essenziale per società e team |
Carte aziendali: virtuali, fisiche e limiti per il team
Una carta virtuale inclusa può essere sufficiente per chi lavora da solo, ma una società può aver bisogno di carte fisiche per amministratori, dipendenti o trasferte. Controlla quante carte sono incluse, il costo di emissione, la spedizione e l’eventuale prezzo per carte aggiuntive.
Per i team sono utili limiti per carta, blocco immediato, categorie di spesa e notifiche. Queste funzioni possono valere più di qualche euro di canone se evitano rimborsi manuali e semplificano la riconciliazione.
Bonifici, F24, addebiti e pagamenti ricorrenti
Un conto aziendale deve gestire il flusso quotidiano dell’impresa. Verifica bonifici SEPA ordinari e istantanei, addebiti diretti, pagamenti programmati e soprattutto la possibilità di pagare F24 con le modalità che utilizzi.
Per una partita IVA o una società, l’assenza di una funzione fiscale importante può obbligarti a usare un secondo conto o un altro servizio. In quel caso il vantaggio del canone zero si riduce.
Per esigenze professionali individuali puoi approfondire anche il conto corrente Partita IVA online.
Utenti, deleghe e approvazioni: il vero confine tra freelance e azienda
Quando il conto viene usato da più persone, servono controlli. Cerca ruoli differenziati, limiti, approvazioni, utenti aggiuntivi e tracciamento delle operazioni. Un piano gratuito con un solo utente può essere perfetto per un autonomo ma inadatto a un’azienda con amministrazione e dipendenti.
Per le società verifica anche chi può aprire il conto, chi firma il contratto e come vengono gestite procure e deleghe. Questi aspetti incidono sulla velocità dell’onboarding e sulla gestione successiva.
Incassi, POS e conto aziendale: non confondere le commissioni
Molti provider collegano conto, POS e strumenti di incasso. È comodo, ma le commissioni per accettare pagamenti con carta o online sono normalmente separate dal canone del conto.
Se hai un negozio, uno studio o un e-commerce, calcola il costo sul volume di incassi. Una differenza di pochi decimi di punto percentuale sulla commissione può pesare più del canone mensile del conto.
Valuta anche tempi di accredito, storni, chargeback e disponibilità dei fondi nei weekend.
Pagamenti internazionali e cambio valuta: dove il “gratis” può finire
Se paghi fornitori esteri o incassi in valute diverse dall’euro, confronta tasso di cambio, maggiorazione FX, commissione fissa e costi dei bonifici internazionali. Il conto più economico per operazioni domestiche può diventare costoso all’estero.
Per attività con flussi internazionali, soluzioni multivaluta possono essere più efficienti anche se non hanno canone zero. Se lavori con IBAN o conti esteri, leggi anche la guida al conto corrente online estero.
Tutela dei fondi: banca, istituto di pagamento e garanzia dei depositi
Prima di scegliere un conto aziendale verifica chi è il soggetto che detiene i fondi e quale regime di protezione si applica. Un conto offerto da una banca può rientrare in un sistema di garanzia dei depositi; un istituto di pagamento o di moneta elettronica può usare invece meccanismi di salvaguardia diversi.
Il FITD indica una copertura fino a 100.000 € per depositante e per banca per i depositi presso banche aderenti. Non bisogna però presumere che ogni prodotto fintech rientri automaticamente nel FITD: controlla il documento informativo del singolo provider.
Documenti e titolare effettivo per aprire il conto aziendale
Per aprire un conto business possono essere richiesti documento d’identità, codice fiscale, partita IVA, visura camerale, sede, attività svolta e informazioni sui flussi previsti. Per una società possono aggiungersi atto costitutivo, statuto, poteri di firma e dati degli amministratori.
Le imprese dotate di personalità giuridica devono inoltre gestire correttamente le informazioni sul titolare effettivo. La Banca d’Italia ricorda che il Registro supporta, ma non sostituisce, l’adeguata verifica svolta dall’intermediario.
Checklist prima di scegliere un conto aziendale zero spese
Prima di aprire, verifica questi punti con il tuo volume reale di attività:
- forma giuridica accettata e intestazione corretta;
- canone dopo eventuali promozioni;
- numero e costo di bonifici, carte e utenti;
- F24, addebiti e pagamenti programmati;
- prelievi, contanti e assegni se necessari;
- POS e commissioni sugli incassi;
- valute estere e bonifici internazionali;
- fatturazione e integrazioni contabili;
- assistenza e tempi di blocco/sblocco;
- regime di tutela dei fondi.
Se il piano gratuito copre tutte queste esigenze senza costi extra frequenti, il canone zero può essere davvero conveniente. Se devi aggiungere molte funzioni, confronta anche i piani a pagamento.
Domande frequenti sul conto corrente aziendale zero spese
Risposte rapide alle domande più comuni prima di aprire un conto business a canone zero.
Esiste davvero un conto corrente aziendale zero spese?
Sì, alcune soluzioni prevedono un piano senza canone mensile, ma “zero spese” non significa automaticamente costo totale zero. Vanno controllati carte, bonifici oltre soglia, prelievi, pagamenti internazionali, POS e servizi extra.
Quali conti business hanno un piano a 0 euro nel 2026?
Al 24 settembre 2026 SumUp pubblicizza un Conto Aziendale senza costi mensili; Finom indica il piano Solo a 0 euro al mese per chi lavora in proprio; N26 propone Business Standard senza canone per freelance e lavoratori autonomi idonei. Requisiti e costi accessori vanno verificati.
Un conto aziendale gratuito va bene anche per una SRL?
Non sempre. Alcuni piani gratuiti sono destinati a freelance o ditte individuali e possono non accettare società di capitali. Una SRL deve verificare espressamente idoneità, titolare effettivo, utenti, deleghe e documenti societari.
Un conto business di un istituto di pagamento è uguale a un conto bancario?
No. Banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica possono offrire strumenti simili, ma la protezione dei fondi e il regime giuridico possono essere diversi. Prima di aprire controlla chi custodisce il denaro e quale schema di tutela si applica.
Cosa devo confrontare oltre al canone mensile?
Confronta costo delle carte, bonifici inclusi ed extra, F24, addebiti, prelievi, utenti, permessi, cambio valuta, incassi, POS, fatturazione, integrazioni contabili e assistenza. Il costo reale dipende dall’uso dell’azienda.

